NON CI RESTA CHE VIVERE

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NON CI RESTA CHE VIVERE

(semiserio ironico caleidoscopio di ritratti femminili)

con Leda Conti

Regia Sergio Di Paola

 

Donne. Sostantivo femminile plurale.

Una girandola di parole e suoni in cui si alternano donne diverse, che con humour ci raccontano le loro manie, i dubbi e i timori, la voglia di essere sempre al massimo e di cambiare, il loro esserci sempre e prepotentemente, in casa, in famiglia, al lavoro.

Mitiche/terrene, forti/deboli, allegre/tristi, eroiche/vittime, pazienti/irruenti… potremmo continuare all’infinito a definire l’essere donna con i contrasti. Perché infinite sono le sfumature della sostanza femminile che secoli di letteratura di ogni angolo del mondo hanno descritto nell’intimo e nella società.

Questo caleidoscopio di ritratti propone la rappresentazione del femminile dal punto di vista delle donne, che con vibrante auto-ironia sanno talvolta essere più crudeli degli uomini, amici/nemici a tratti odiati, più spesso amati, malgrado le differenze e le difficoltà.

Perché la comprensione – reciproca – è davvero un obiettivo arduo da raggiungere.

E allora, cominciamo da noi stesse, impariamo a ridere di noi, delle nostre insicurezze e dei nostri tic, a commuoverci per noi, a reinventarci. Proviamoci. Nella diversità è la nostra vera ricchezza.

Nostre compagne saranno battute brillanti, situazioni divertenti, musiche accattivanti per dare voce e corpo alle donne di oggi. Sarà questo un breve viaggio in cui ci piacerebbe che la strada e la meta possano coincidere.

 

Note di regia

 

Non ci resta che vivere” è uno spettacolo che ci permette di esplorare il multiforme pianeta femminile. È un viaggio alchemico tra riflessioni attente, ironiche, sarcastiche, poetiche sulla quotidianità delle donne, sui loro desideri e le loro aspirazioni, in cui si alternano contraddizioni, serenità, autenticità e un pizzico di follia. L’universo femminile è per me magico e complesso, perché così diverso da quello maschile, eppure, nel condividere frustrazioni e incertezze, tipiche dell’oggi, noi uomini le sentiamo più vicine che mai.

La pièce è costruita come un mosaico di diversi personaggi femminili che si e ci raccontano vizi, abilità e difetti delle donne, facendo leva su stereotipi e cliché sempre attuali, alla perpetua ricerca di affermazione personale, per arrivare comunque ad apprezzare il bello delle donne, fra virtù e non-sense.

Sergio Di Paola 

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