BIG BEN HA DETTO STOP

Locandina jeipeg

 

La fantomatica amicizia tra un radiotecnico, un riparatore di apparecchi televisivi e il creatore o comunque uno dei creatori dei contenuti di quelle scatole magiche, diaboliche, belle da guardare, ma soprattutto contenitori di parole belle, da ascoltare. L’ indagine umana su una delle vicende più raccapriccianti del dopoguerra italiano, che diventa anche il il pretesto per parlare di una Televisione che non c’è più come non c’è più il suo pubblico. Vergognoso.

Al solito, ma non è mai un caso, è sempre l’uomo comune a porgere le nostre coscienze difronte alle responsabilità e alla necessità di una revisione lucida e obiettiva rispetto agli inganni, gli errori di giudizi affrettati e crudeli, ma se lo ha detto la televisione…

E allora è necessaria una ricostruzione-riparazione dei fatti, dei danni e quando non si trova il guasto, bisogna ricontrollare tutto: ogni valvola, ogni transistor, alimentatore, tubo catodico, altoparlante…

Se oggi Gesù dicesse “ chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra”, al momento ci fermeremmo,tutti, a pensare se per caso il social ha diffuso le nostre marachelle, se così non fosse, non ci sentiremmo colpevoli di nulla e scaglieremmo con rabbia le nostre pietre sulla Maddalena . Perché oggi, invece,“così è, se lo dice internet”. “Amo gli uomini, che si affidano ai professori e odio i professori che non conoscono e non sanno raccontare le disgrazie degli uomini”. La regia cerca di cogliere l’opportunità, offerta dallo spazio, di poter raccontare a stretto contatto col pubblico, costringendo l’attore ad una sorta di camera- sequenza fino alla fine della narrazione.

Massimo De Matteo