A’ CHIENA

 chiena

DAL 9 ALL’11 MAGGIO

RESISTENZA TEATRO

presenta

PIPPO CANGIANO

in

A’ CHIENA

Di

IVAN LUIGI ANTONIO SCHERILLO

Con
SARA MISSAGLIA

e con

EMANUELE SCHERILLO
DIEGO SOMMARIPA

MUSICHE ORIGINALI – MARCELLO COZZOLINO
SCENE – ARMANDO ALOVISI
DISEGNO LUCI – ETTORE NIGRO
UFFICIO STAMPA – HERMES COMUNICAZIONE
GRAFICA – FLAVIO DE BIASE

AIUTO REGIA – TOMMASO VITIELLO

REGIA – DIEGO SOMMARIPA

Note di regia

Dopo “Nel campo delle viole”, vincitore del premio “Li curti” e della menzione speciale “Antonio Landieri”, per l’omonimo premio, era difficile uscire dall’innamoramento di un progetto e di un metodo portatore di tanta fortuna, ma, come capita spesso, la voglia di crescita ci porta in direzioni del tutto diverse da quelle che ci aspettiamo.
Quindi mettiamo da parte la poesia, l’onirico, il gioco dello spazio scenico e largo ai rapporti, alla parola e al concreto, sempre restando in quel filone di resistenza che contraddistingue la mia storia, non solo artistica ma anche di vita vissuta.
Ed ecco che “‘A Chiena” non è solo un pretesto per entrare nel mondo delle triadi, la mafia cinese, ma è una storia fatta di semplici sensazioni e di rapporti umani. Rapporti da scoprire, o da sempre esistiti, talvolta morbosi, o flebili e indefiniti, altri che stanno per nascere, o altri che si sgretolano, tutto questo ha la particolarità d’esser vissuto al interno di un Bunker ed assume un sapore tutto da scoprire, da qui la scelta di dare una linea che si avvicina a quella cinematografica, stando ben attento, però, a non utilizzare cliché e stereotipi evidenziati durante gli ultimi anni nel cinema e nelle fiction nostrane, preferendo di dare un leggero taglio pulp post moderno.
Taglio registico e linguistico vicini al cinema, quindi alla quotidianità. Un flusso di parole, un racconto, una “chiena” appunto, senza fronzoli o effetti che potrebbero distrarre il pubblico. Poche mosse per focalizzare appieno il punto sulla parola, l’intento è di comunicare completamente con il pubblico, di costruire un prodotto che si lasci seguire, che emozioni e che regali anche spunti di riflessione.
Ci Troviamo in un bunker, come già citato, ed ancora una volta il meraviglioso Theatre de poche viene in mio soccorso regalandomi una scenografia naturale perfetta per le esigenze del mio spettacolo.
Ed anche in un bunker si può trovare una famiglia -un onda gialla, una chiena capace di deviare il corso del fiume, colpevole di averla portata via per troppi anni- mentre il tempo che corre scandisce inesorabilmente il tutto, fino all’inesorabile buio finale.

-Diego Sommaripa-

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