IL CONFESSORE

 

L.Conf-02

DAL 21 AL 23 MARZO

Le Pecore Nere srl

presenta

Virus Teatrali – Prima Quinta

ne’

IL CONFESSORE

 

testo | regia

GIOVANNI MEOLA

 con

ALDO RAPÈ

costumi | elementi di scena

ANNALISA CIARAMELLA

ass.te alla regia 

FRANCESCO D’AMBROSIO

durata | 50′ ca.

Note sul testo

La vicenda umana di un Parroco anti-camorra di provincia: dalle infuocate omelie alla quasi conversione di un boss, dall’inesausto lavoro per la comunità alla clamorosa chiusura della sua Chiesa che non sarà, però, priva di conseguenze.

Un parroco, anzi un Parrino come si dice in Sicilia (data la sua provienenza e origine), che in terre malate di mafia ha già lottato ma che, sconfitto, era stato costretto ad andar via.

Per approdare in terre forse ancor più malate ma adeguate al suo riscatto umano.

Un parroco e un giornalista (che non vediamo); lo sfogo candido e incandescente di un uomo, divenuto prete per combattere in qualche modo una guerra persa in partenza, quella contro la mafia e poi contro la camorra.

Un uomo-prete che fa della sua missione lo strumento per poter far parlare (attraverso l’unica arma a sua disposizione, ovvero la confessione) chi di parlare non sa che farsene: i ‘mostri’ armati e violenti che popolano e terrorizzano la desolazione di tutti gli entro-terra infestati, devastati e avvelenati dal morbo della MALA-VITA, che è innanzitutto MALA-CULTURA e poi, solo dopo, MALA-MORTE. Ma che a sua volta, ricevuta una notizia per lui sconvolgente, decide a sua volta di parlare, confessandosi ad un giornalista che, come lui, cerca di utilizzare la parola per fermare in qualche modo lo scempio di morte delle terre malate del Sud.

L’incontro produttivo ed artistico tra le due compagnie indipendenti VIRUS TEATRALI e PRIMA QUINTA (entrambe con svariate produzioni e premi alle spalle) segna in particolar modo l’incontro tra il drammaturgo e regista Giovanni Meola, (Premio Girulà 2007, Premio Enriquez 2008, premi di drammaturgia e poi ancora di decine di festival e concorsi, nazionali ed internazionali, di cinema per cortometraggi), e il drammaturgo ed attore Aldo Rapè, vincitore di numerosi premi per i suoi precedenti spettacoli ma soprattutto del prestigiosissimo premio della critica ad Avignon Off nel 2012 con ‘Mutu’.

Proporre LA CONFESSIONE DEL CONFESSORE in una lingua misto napoletano-siciliano, data l’origine dell’interprete, appartiene in pieno al percorso che le rispettive poetiche delle due compagnie hanno espresso finora. Intende anche essere il primo passo di una serie di collaborazioni artistiche e/o produttive da realizzare assieme nei prossimi anni.

Assieme a “LO SGARRO” e “L’INFAME”“IL CONFESSORE” (oggi “LA CONFESSIONE DEL CONFESSORE”) compone un’ideale trilogia di personaggi simbolici che l’autore napoletano ha tratteggiato nel corso degli anni per parlare della sua terra. Un piccolo, ma potente boss di provincia che, per contrappasso, paga con la vita uno sgarro dopo aver punito centinaia di sgarri, e un pentito che con le sue dichiarazioni mette in crisi due grossi clan ma al quale fanno fuori l’intera famiglia, sono i protagonisti dei monologhi che, debuttando rispettivamente nel 1999 e nel 2002, vantano svariate partecipazioni a festival nazionali e cartelloni di teatri napoletani e non.

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