Lo spazio

 

Maggio 2001: uno spazio cavo, un cunicolo, delle scale, asimmetrie, scorci, percorsi labirintici e un’impressione: “questo è uno spazio teatrale!”. Il progetto architettonico ha rielaborato gli elementi a disposizione confrontandoli con le esigenze, cercando di ricondurre il tutto a quella prima “impressione” , tentando di “sublimarla”, non di  “futurizzarla”.

Lo spazioSi è, poi, passati, alla maturazione dello spazio, alla distribuzione ed alla destinazione d’uso dei singoli ambienti, inconsueti e affascinanti: il foyer, il palcoscenico, i camerini, la costumeria, la sala prove.

Il Théâtre  De Poche è uno spazio “scavato” con fatica, sottraendo e sgrossando, pur mantenendo intatti i suoi elementi costitutivi.  Non è una “grotta”, è piuttosto una “cava di roccia lavica”.

Un luogo antico, non sappiamo con esattezza quanto, nel cuore del centro storico di Napoli, che suscita visioni e ispira storie a chiunque vi metta piede.

È, nel suo arredo, essenziale, neutro e incredibilmente suggestivo.

È nero e vuoto, eppure accogliente.

È luogo “tecnico”: qui l’attore lavora, concepisce, crea, sottrae, ingloba, in una parola, “elabora”.

 

 

 

 

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