La storia

 

Perché “Théâtre de Poche”?

Il repertorio, gli spazi, il linguaggio e le tecniche espressive da noi usate fanno riferimento a quella scuola francese della Rive Gauche che va da Marceau a Lecoq, e che, attraverso la drammaturgia di autori come Tardieu, Mrozek, Ionesco, Quéneau, etc. racconta la realtà attraverso il paradosso.

Questa corrente teatrale mosse i primi passi in un piccolo locale al n. 75 del Boulevard Montparnasse, chiamato Théâtre de Poche, che iniziò le sue attività con la messa in scena di  “Orage” di Strindberg, per la regia di Jean Vilar, per poi proseguire con il debutto di Marcel Marceau, nel 1947.

Nel 1951 il piccolo palcoscenico ospita la prima rappresentazione de “La Leçon” di Ionesco, per la regia di Marcel Cuvelier, uno dei direttori artistici del teatro di Montparnasse dal 1958 al 1988. La direzione passa poi a due straordinarie donne di teatro: Renée Delmas e Katharina Renn, che nel 1987 metteranno in scena, per la regia di Josè Quaglio: “Reine Mère” del nostro Manlio Santanelli.

Il “Théâtre de Poche” è tuttora meta del turismo culturale europeo.

La storia del Théâtre de Poche di Napoli

Il Théâtre De Poche si costituisce nel 1992 con la Direzione Artistica di Lucio Allocca.

Ne fanno parte Massimo Cambria (attore e chitarrista), Sergio Di  Paola (attore/clown), Angelo Serio (regista, sceneggiatore e attore) e Imma Simonetti (costumista).

Nello stesso anno debutta al “San Carluccio” con “Le Conferenze Possibili”, ispirato a testi di Ionesco e Yorick, e a “Storia della cintura di castità” e “Avvertimenti alla futura sposa”. Lo spettacolo viene replicato al Festival di “Settembre al borgo” a Caserta Vecchia, in uno spazio da noi prescelto per la sua forza evocativa, il cortile denominato, “del tabaccaio”, dove Pasolini ambientò alcune scene del suo “Decamerone”.

L’iniziativa ha successo, e l’allora direttore  artistico, Mico Galdieri, invita il Théâtre de Poche all’edizione successiva del Festival (1994).

Nello stesso spazio mette in scena “Tragicommedia di Don Cristobal e della Signora Rosita” di F.G. Lorca.

Negli anni a seguire si realizzano:“La Tigre” di M. Schisgall, “Cara T.V.”, “Le disavventure di Mister Alone”, “Le Meuble” di J. Tardieu, “Le coste dell’ovest” con Patrizia Lopez, “Soirèe Tardieu”,“Memoria replicante” da S. Beckett.

Il Théâtre De Poche co-produce diversi cortometraggi, parallelamente all’attività propriamente teatrale, alcuni dei quali ottengono risultati eccellenti, come si può evincere da quanto segue:

 

  • 2000: “Rosa, Rosae”, regia di Angelo Serio; interpretato da Lucio Allocca; premio della giuria al III LAIFA – Los Angeles Italian Film Awards  (menzione speciale) USA, 2001; in concorso al DIFF 2001- New Delhi International Film Festival India, 2001 e alla III edizione “Festival Amori in Corti”, Terni, 2002

  • 2001: “Isa 9000”, regia di Angelo Serio; una docu-fiction che vede protagonista Isa Danieli, con Lucio Allocca, Gianni D’Ambrosio, Sergio Di Paola, Gigi Esposito, Mico Galdieri, Lello Giulivo, Mimmo Liguoro, Rino Marcelli, Manuela Metri, Enzo Moscato, Elia Pirollo, Lina Wertmüller. Nel2004 è proiettato all’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles e a San Diego all’ UCSD.

Nel luglio dello stesso anno è proiettato all’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco. Sempre nel 2004 su invito di Anna Strasberg è proiettato al  Marilyn Monroe Theatre presso il Lee Strasberg Theatre Institute (Los Angeles). Nel 2005 viene acquisito nell’archivio dell’Università della California UCSD.

 Nel 2001 apriamo la nostra attuale sede al n. 15 di Via Salvatore Tommasi: si uniscono a noi i soci Diana Del Monaco, Massimo De Matteo, Antonia Esposito, Andrea Marrocco, Peppe Miale, Ludovica Zoina, Laura Zaccaria e, dopo il debutto all’Istituto Francese Grénoble, diamo inizio ai corsi di recitazione con le attività di “e-laboratorio teatrale” e per le nostre stagioni allestiamo diversi spettacoli, tra cui “I Figli di Mamma Minnie”, un omaggio alla vita e all’opera dei Fratelli Marx; “3 febbraio 1960: l’ultima corsa di Fred”, monologo drammatico-musicale ispirato alla vita del grande Fred Buscaglione; “La solita cena” di Manlio Santanelli. (Per l’elenco dettagliato delle produzioni consulta il menù “LE PRODUZIONI”)

 Nel 2005 il Théâtre De Pochecambia assetto e si costituisce una nuova formazione presieduta da Massimo De Matteo e con la direzione artistica dello stesso insieme a Sergio Di Paola e Peppe Miale. Tra le produzioni si distinguono per prestigio e riconoscimento, “L’altro magnifico Jerry”, uno spettacolo interamente ideato e realizzato dallo staff del Théâtre De Poche, dalla scrittura alla messa in scena, che racconta delle vicende legate alla realizzazione di un film di Jerry Lewis; e “Juve –Napoli 1-3. La presa di Torino”, spettacolo tratto da un racconto di Maurizio De Giovanni, trasmesso da Palco e Retropalco.

 Nel 2013 il Théâtre de Poche si rinnova e diventa “Nouveau Theatre de Poche”.

Benché oggi la direzione artistica e alcuni membri dell’associazione siano cambiati, altri restano uguali e “resistono” al tempo. Così come forti restano le sinergie con gli ex collaboratori e soprattutto con il fondatore dello spazio, Lucio Allocca, con il quale l’intesa artistica e intellettuale non ha mai cessato di maturare.

Le linee guida dell’associazione dal punto di vista artistico restano le stesse, nonostante si adeguino ai tempi e all’evoluzione della società. Il Théâtre De Poche resta un teatro tascabile, per dimensioni e per gusto, un teatro alla portata di quanti colgano il senso di far teatro nella ricerca, nella creazione intesa come messa in opera di competenze e maestranze, nel racconto come affabulazione, nell’intrattenimento come momento di crescita collettiva, nel gioco e nella poesia, partendo dalla maschera, passando per il teatro dell’assurdo, per finire all’individuazione della stessa nella contemporaneità.